Tavoletta grafica fase 1

Aprile 23rd, 2009
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23 Aprile.
Altro periodo, altra passione [passione: -1 (ant.) grave patimento fisico -2 (estens.) la narrazione evangelica della passione di Cristo -3 (lett.) dolore, sofferenza morale -4 sentimento capace di dominare l'intera personalità -5 (estens.) inclinazione, interesse vivo per qualcosa; scegliete quella che più vi piace: ce l'ho].
Altri silenzi di corsia preferenziale, di quelli “v(i)olenti o nolenti”.
Seguiranno le varie fasi di lavorazione.

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Lo dice l’oroscopo!

Febbraio 2nd, 2009

La fotografa Ruth Bernhard, vissuta fino a 101 anni, attribuiva la sua longevità al carattere irrequieto. “Non lasciatevi prendere dall’abitudine”, consigliava. Ti invito a seguire il suo suggerimento, Gemelli. In questa fase del tuo ciclo astrale otterrai soddisfazioni enormi se penserai in grande e agirai nella più sfrenata libertà. Per migliorare la tua forma fisica e la tua igiene mentale, prendi le distanze dalle cose e dalle persone a cui sei abituato. Evita le consuetudini. Modifica drasticamente le tue abitudini. Trova delle buone scuse per essere imprevedibile.

(Link a: L’oroscopo di Rob Brezsny)

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Tanto tempo fa

Gennaio 30th, 2009

Ho capito d’esser pronto ad affrontare una ragazza
quando la mia invidia nei confronti di altri
diventava ormai una cosa insopportabile.
Era stato naturale e poi neanche difficilissimo
inserirmi in un contesto di rapporti e sentimenti ovvi
per il mio essere un adolescente.
Ma ora ho vent’anni
mi sembra una vita
son rimaste poche cose
e ho molti meno amici
qualcosa mi è nuovo
è la paura di essere solo
e il mio amore dov’è?
chi c’è al posto mio?
Siamo tutti più freddi di quanto crediamo
Siamo molto più insensibili di quanto pensiamo
Ci desideriamo, poi ci amiamo
Chissà perchè ad un tratto ci dividiamo
I still love you

Ho studiato come tutti, perchè mi avevano costretto
non ne capivo la ragione
ma ora ti ringrazio, ovunque tu sia.
Qualche volta i miei minuscoli problemi
possono essere state misere cazzate
ma per me erano gravi, ed ora è bello riderne.
Ma adesso ho vent’anni
Mi sembrano mille
Non si perde più il tempo
agli angoli delle strade
qualcosa mi è nuovo
è la paura di sprecarmi
e il mio amore dov’è?
chi c’è al posto mio?
Siamo tutti più freddi di quanto crediamo
Siamo molto più insensibili di quanto pensiamo
Ci desideriamo e poi ci amiamo
Chissà perchè ad un tratto ci dividiamo
I still love you

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Il limbo delle inquietudini

Gennaio 20th, 2009

Penso a volte che non uscirò mai da questa Rua dos Douradores. E se lo scrivo, mi sembra l’eternità [...]
[...] So perfettamente che il giorno in cui diventerò contabile dell’Impresa Vasques e C. sarà uno dei grandi giorni della mia vita. Me ne rendo conto con una previsione amara e ironica, e con il privilegio intellettuale della certezza.

E quando mai avrei pensato di citare il “Libro delle Inquietudini di Bernardo Soares” di F. Pessoa?

Cazzo.

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E ancora vado alla deriva e ancora canto

Gennaio 19th, 2009

Questa canzone mi torna in mente ogni volta che sono nei momenti di transizione.
Sarà perchè ogni volta mi immagino alla deriva di un destino che prima cerco e poi seguo
come le tartarughe di Nemo.
Certo che non potete immaginarvi, a questo punto, la mia vita come un cartone animato.
Sarebbe terribilmente umiliante e riduttivo per uno che si immagina in un’ambientazione da Conte di Montecristo, in abiti bianchi e sgualciti, che nuota affannato alla volta di un’isola che (si spera) celi un po’ di fortuna futura.
A breve comincerà, forse, un nuovo trasferimento e un nuovo modo di vivere. Troverò una nuova casa e una nuova indipendenza. Ho tante speranze e quel grumo di paure che ogni volta tormentano chi si tuffa senza sapere sotto il pelo dell’acqua cosa troverà: una calma profondità da attraversare o qualche scoglio da evitare?
Certo è che sono assolutamente felice della quasi riuscita dei miei intenti. Appena superati gli ultimi ostacoli potrò finalmente dichiararmi Conte, di un’isola che non troverò mai, ma che neanche mi sforzo di vedere.

In fondo io amo tutto questo cercare…

EDIT (aggiunta):
Eriadan dello stesso mio parere?
ERIADAN

Sarà un periodo molto comune a Gennaio…

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Il nuovo Sessantotto

Ottobre 23rd, 2008

Ormai in TV non si para d’altro, “Il nuovo Sessantotto” quasi come se a destare agitazione fosse la mancanza di quella consueta accondiscendenza da parte dei cittadini, in particolar modo studenti, verso le decisioni imposte da un Governo che perde sempre più di vista i problemi del paese. Trattando lo stato come un’azienda privata non si risaneranno le piaghe (una volta semplici carenze) della società Italiana. Siamo in un punto di non ritorno.
A distanza di quaranta anni da quel Sessantotto, pare che ancora una volta sia la parte più dinamica della società, la più attenta e a volte impulsiva, a dover risollevare l’attenzione verso le carenze politiche di questo paese. Non esiste più alcuno schieramento politico che sia degno di essere classificato come tale. Una volta si potevano evincere rapidamente le mancanze, le frasi demagogiche e le tendenze dell’uno o dell’altro schieramento. Attualmente non riesco a trovare più colpevoli, ma solo responsabilità di danni che, proiettati sul lungo periodo diventano mostri prospettici, forieri di un futuro incerto quanto doloroso.
Il presidente del Consiglio, scegliendo una linea del tutto discutibile, in linea con il “peggiore squadrismo”* , alzando i livelli di conflitto ha minacciato di contrapporre alle proteste studentesche la polizia.
I quotidiani riportano titoli di incitazione al manganello spaventevoli per quanto avventati e brutali, ieri Libero, quotidiano di centro-destra pubblicava “chiamate la polizia”; oggi invece apre con in testata avvertimenti perentori: “studente avvisato…” .

Ma dove vogliamo arrivare? Quali saranno le scelte future? Aumentare il conflitto sociale o cominciare seriamente a capire che senza cooperazione vera e fattiva, si arriverà alla guerra civile?
Vorrei cominciare a documentare questo nuovo periodo storico. Credo che bisogna ricominciare a raccogliere materiale, in previsione di un futuro ed oscuro reisionismo storico. In questo, molto probabilmente, sarà determinante la Rete e tutte le sue diramazioni.

*Citazione tratta dall’intervista fatta ad Indro Montanelli nel 2001

“era il fascismo che si conduceva così, era i fascismo che proibiva la satira, che in un paese civile e democratico dovrebbe essere assolutamente indenne da controlli politici, perchè la satira non ha niente a che fare con la politica, anche se prende in giro la politica, ma si sa che è satira. E ogni regime serio e democratico accetta la satira, come si accettano le caricature…Era Mussolini che non le sopportava. Qui pensano:- ripuliremo la stalla-, -faremo piazza pulita-, ma questo linguaggio al signor Fini, chi glielo ispira? Ci ricorda delle cose che avremmo avuto dimenticare…Questa non è la destra, questo è il manganello, gli italiani non sanno andare a destra senza finire nel manganello.
Come si fa a chiamare un partito “democratico” un partito che annunzia:- quando saremo al potere, noi faremo piazza pulita- ma questo è un linguaggio del peggiore squadrismo, che loro non sanno cosa fu, ma io me lo ricordo! Questo era il linguaggio con cui andarono al portere” (Indro Montanelli. Non proprio un giornalista di sinistra)

Video visualizzabile QUI: Video Youtube
EDIT: Link Corretto: VIDEO INDRO MONTANELLI

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La mia nuova vita Romana

Ottobre 5th, 2008

Molti di voi sapranno che mi sono trasferito a Roma da più o meno un mese.
In molti mi hanno chiesto come mi trovassi in questa grande e stupenda città.
Non so ancra rispondere. Come in ogni nuova situazione mi sto guardando intorno, studio i comportamenti delle persone e provo a capiren motivazioni e dinamiche.
Per ora mi sto incentrando su come il Romano medio vive il prossimo. Quali sono le azioni che compie per la buona convivenza sociale o il contrario di essa.
I miei occhi sono rivolti ai comportamenti “di raccordo”, ma non quelli sociali, proprio per come giudano sul Grande Raccordo Anulare, campo di battaglia con il tempo, traffico e tutto quello che può restringere il campo della nostra arbitraria organizzazione.
Su questo immenso cerchio si concentrano le più svariate identità accomunate unicamente da una fretta immensa.
Altro aspetto del Romano medio è come vive il prossimo. Come si adatta alle possibilità o alle impossibilità che il prossimo gli concede.
Con mio triste dolore mi accorgo che in molti sono egoisti. Capaci di non dire mai, a differenza dei napoletani (che in ogni caso godono di moltisime delle mie critiche…), “e vabbè, che sarà mai!”, pronti invece a risolvere le questioni in modi così impulsivi che mi lasciano spesso incuriosito e stupito.

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Generazione pretensiosità

Agosto 31st, 2008

31 Agosto 2008 - Lettera al futuro n°2
Nell’anno duemilaotto il telefono cellulare è diventato di uso talmente comune che la normale sveglia ha lasciato il passo alle più amichevoli e preferite onde elettromagnetiche.
Se fosse soltanto per l’autolesionismo regnante non mi resterebbe che farmi gli affaracci miei  e osservare le insane abitudini alle quali ci siamo ridotti.
Attualmente amo puntare in sequenza un numero di avvisi sonori nell’ordine di cinque o sei: il mio cellulare lo permette. Lo faccio giusto per il piacere di tornarmene a dormire.

Stasera qualcuno mi ha chiesto come mai io facessi promesse che continuavo a non mantenere da più di un anno. Sono riuscito a dimostrre di non aver mai promesso nulla in quanto:

  1. Non prometto mai per assoluta inesperienza nel ramo
  2. Non è assolutamente nel mio lessico comune la parola “prometto” e/o “giuro”
  3. Non faccio mai nulla (o quasi) se non ne ho voglia.

Nel millenovecentonovantanove ho ricevuto in regalo da Daniela un cellulare.
Dopo dieci anni mi trovo a constatare quanto questo strumento sia diventato sempre di più uno strumento di controllo e braccaggio, piuttosto che un simbolo di libertà.
Insomma, abbiate pietà di me e dei miei silenzi. Sapete bene che non vi dimentico così facilmente nè tantomeno tendo a non essere presente ed entusiasta quando abbiamo di nuovo rapporti.
Ho solo la tendenza a sparire, dissolvermi, impegnarmi in diecimila impegni.
Di certo siete legittimati a sentirvi trascurati (teoricamente) ma se solo provaste a pensare che aspetto anche io una telefonata da due mesi (Letizia, quando vuoi, conosci il numero), potreste sentirvi leggermente più sollevati.
Se ci penso bene anche a scuola, talvolta, ho lasciato che qualche professoressa mi cercasse, piuttosto che ricambiare il suo pronunciare il mio nome, con un banale “presente”.

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Incompleto, 20 Luglio 2008

Agosto 17th, 2008

Forse un giorno riuscirò a completarlo…

I.
Tristezza e felicità arrivano contemporanee e bruciano energie, aiutate dalla fervente attività del cervello, mulino a vento incontrollabile che macina pensieri. Vago stanco per questo paesino di provincia, perfetto solo in apparenza, in una caccia al tesoro facilitata, una gara semplice da vincere alla ricerca dei suoi tanti difetti. Questo posto vuole necessariamente ostentare la finta modernità acquisita col turismo di massa ma resta evidente l’incapacità di discostarsi, per quanto sia una scelta terribilmente criticabile, dalle proprie origini umili. La volontà tendente alla soddisfazione di un turismo ingordo di novità denota un’incultura della modernità, come se le informazioni arrivassero solo tramite una lontana eco. Un revival confuso con attualità, scordando che negli angoli resta la polvere e la sabbia. Paradossale che debba interrogarmi su quale sia il vero e moderno interesse di massa. Io, che scappo da esso.
In verità credo che solo la pesantezza dei miei pensieri renda il mio sguardo più penetrante e cattivo. Così come Bandini, accanito con le huarachas di Camilla.
Ovviamente non odio questo posto, sto vivendo semplicemente in una sorta di astrattismo, aquilone a disposizione del vento. E mi lascio portare dalle mie emozioni, e, soprattutto quando ho bisogno di andare in giro, vuol dire che ho pensieri negativi da smaltire. Sono qui per lavoro ed approfitto del tempo utile per rimuginare un po’ sugli eventi che ultimamente si sono susseguiti senza sosta. Intanto mi guardo riflesso nella vetrina della Cassa di Risparmio e mi soffermo sul desiderio di vedermi fisicamente migliore. Eppure non sono così male. Non cedo all’autocritica e sorrido. Sorrido involontariamente anche alla donna delle pulizie dietro il cristallo che mi guarda carica di aggettivi: sudata, affaticata, incuriosita e dubbiosa.

Negli ultimi giorni sono stato capace di dichiarare frasi pesanti delle quali, tuttavia, sono fermamente convinto.

II.
—Bisogna che tu capisca bene cosa vuoi.— la mia psicologa di fiducia, C., ha sempre la soluzione.
Scontata, è vero, ma è pur sempre la soluzione che cerco. Non fosse altro che la frase che non voglio dirmi assolutamente.
C. ha frasi lucide per me quanto io per lei. Siamo due esseri in-capaci di evitare “l’autolesionismo consapevole” che hanno scelto il vicendevole soccorso.
Lei soffre le amicizie come me ma le affronta in modo diametralmente opposto: io, all’occorrenza, le evito senza pietà, lei invece lascia che le invadano impunemente il campo. E poi si lamenta con me!
— È incredibile come certi sentimenti si somiglino, sei sicuro di non confondere tutto questo con possessività? — indagava spesso sui sentimenti e sulle loro somiglianze, credo derivi dal fatto che sia una persona molto viscerale, che vive di sentimenti con certificazione di origine controllata. Non proprio come me, che amo confon-dere le cose ed estrarre tutto da un calderone bollente. — Ad esempio, io ancora sobbalzo alla vista di quell’auto. Anche se quello che ho fatto allora non mi rende propriamente orgogliosa. —
— Sai bene che ti richiamerei tra due minuti se non mi raccontassi tutto adesso! — credo sia un tacito accordo, che a negazione, ci porti a rispondere vicendevolmente con un incoraggiamento al dialogo.
— Squallida, mi ha fatto sentire squallida. Ho fatto cose brutte e delle quali non vado fiera. Ho agito semplicemente per senso di sfida, come quella volta che mi obbligò ad uscire in tre e mi teneva la mano di nascosto sotto il tavolo. Di certo non avevo molto di che vergognarmi — raccontava con voce tentennante — visto che la sua fidanzata se la spassava col suo migliore amico… —
— Ma la lotta è impari, tu non “te la spassavi” con lui. Mi sembra tanto un semplice gioco a non farsi scoprire. —
— A dirla tutta io credo che lei sapesse tutto e non si preoccupasse minimamente. Una volta Lui mi ha seguito e me lo sono ri-trovato nel bagno del locale, «ho bisogno di trascorrere cinque minuti da solo con te». Ovviamente ne restai allibita e provai ad uscire. Nello stesso istante notai Lei in lontananza che osservava la scena, mentre la porta veniva prontamente chiusa e trattenuta da lui. —

Sentire le mani nella mia anima; essere affascinato da movenze calme; ammaliato dalla sicurezza della presenza perenne; saggezza di maturità; assenza di stupidi sospetti; che lei sia consapevole del mio ruolo indipendentemente dalle impressioni.
Ecco cosa vorrei.
Ormai confondo gli anni e le date. Ho memoria per gli eventi ma non riesco più a collocarli nel tempo. Io vivo tutto al presente e non riesco più minimamente a catalogare in un ordine razionale le cose. Ma cosa c’è di male in questo? Per tutti coloro che si offendono basterebbe pensare che sono con me sempre. Non trovo un de-litto nel disordine personale.

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Rimini-Napoli-Rimini (in 36 ore)

Luglio 13th, 2008

Domani prenderò il treno che mi riporterà a Rimini.
Passo mesi in completa inutilità, e poi invece bastano un viaggio e due occhi disponibili
per essere investito da miliardi di emozioni.
Ultimamente uso frasi scontate come in questo periodo di saldi sfrenati.
Con la stessa proporzione degli sconti, abbasso la pretesa verso sentimenti meno complessi
e mi godo anche le piccole cose.
Ho letto quasi tutto Norwegian wood di Murakami Haruki
ed ho riconosciuto in quelle parole porzioni intere del mio personale pensiero.
Ho provato poi la sensazione di non essere parte del genere umano.
Mi sono sentito spesso al di fuori di ogni categoria socioculturale. Ero un alieno.
E non saprei dire come mai.
Forse perchè in effetti lo sono. E non credo che questo possa essere considerato un bene nè tantomeno ribelle, alternativo o controcorrente. Semplicemente un’anomalia cromosomica
che potrebbe essere teorizzata in una nuova patologia (forse ereditaria) psichica.
Sto provando di nuovo emozioni cardiache che purtroppo devo tenere a bada.
Ho parole che restano inchiodate alla gola per l’obbligo delle promesse.
Promesse fatte a me stesso.
“E se solo tu capissi che tutto questo potrebbe essere realtà…”
Domani viaggerò ancora: Il giovane Holden e Chiedi alla polvere mi accompagneranno.
Giusto perchè vorrei provare ad essere più americano e meno giapponese in questo periodo.

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